Il Parco Botanico Culturale

In località Sant’Anna del Furlo (Fossombrone) c’è un Parco Botanico-Culturale fruibile dal pubblico, con un’alta valenza istruttiva, sito d’interesse didattico anche per scolaresche e turisti. La finalità è quella di recuperare e valorizzare il patrimonio botanico autoctono, inserito nel proprio ambiente naturale, l’incalcolabile valore di biodiversità, e di mostrare un percorso artistico parallelo, contrappuntato dalle opere che gli artisti hanno già posto e collocheranno stabilmente, nel Parco, dando così vita ad un armonico ambientale.
Sia per la parte naturalistica, che artistica, il Parco potrà essere visitato dalle Scuole per costruire percorsi didattici dal vivo.

Il Contesto

Il  Parco Botanico-Culturale è in pianura, a 100 mt s.l.m., si trova alle pendici del Monte Paganuccio, che con il Monte Pietralata formano il grande canyon della Gola del Furlo.
Siamo nella Riserva Naturale Statale Gola del Furlo, in località Sant’Anna del Furlo, comune di Fossombrone, provincia di Pesaro-Urbino.
Il posto, si raggiunge  dalla superstrada Fano-Roma o dalla Statale Flaminia, a venti minuti sia da Fano che da Urbino. Dopo l’antico Borgo di Sant’Anna, notevoli le torri colombaie del Cinquecento, già censite dall’architetto Volpe, si arriva nel Bosco di Sant’Anna, esempio vivo di macchia mediterranea, che non ha MAI subito il rimboschimento di conifere non autoctone. Sotto, a trenta metri, scorre il Candigliano e lungo le sue sponde notevole è la vegetazione erbacea e igrofila. Ma tutto il luogo è di grande importanza paesaggistica da vari punti di vista: geologico, paleontologico, floristico, faunistico. È il regno dei rapaci notturni e diurni, paradiso dei birdwatchers.
Da qui, si raggiunge percorrendo una strada panoramica, la Diga del Furlo.
Non distante, c’è la vecchia e magnifica Cava di Sant’Anna che attende di essere rinaturalizzata e aperta agi studiosi, anche questo, un possibile parco geologico, un Teatro naturale.

Il Parco Botanico

Dal 2007 sono già in sito 30 alberi di frutta antica. Tra le mele: Fiorentina, Verdacchia, Oleata, Culo d’asino, Brutta e Buona, Conventina, Roggia, Broccaia, Sona. Tra le pere: Somentina, Ghiacciola, di Tiberio, Santa Maria, Volpina, la Tonda d’inverno, Giugnina, più un Mespolo Germanicus, e poi, giuggioli, ciliegi, pruni, susini, un corbezzolo, un corniolo, vari fichi, tra cui il Fico della Goccia, varie pesche, tra le quali la pesca sanguigna nera.
Da segnalare anche le rose antiche del Montefeltro dalla collezione di Rosetta Borchia, le roselline bianche-gialle rampicanti, il gelsomino giallo, tutte varietà autoctone.
È presente una varietà innumerevole di erbe “mangerecce” e officinali, tra le erbe rilevanti, endemiche: la lattuga perennis (le mandrelle del Furlo), la moheringia papulosa, il tafanii, il litospermum ceruleo, numerose varietà di felci, etc.. Tra gli arbusti, tipici e autoctoni l’Albero di Giuda, lo Scotano, il corniolo, ginepri, etc.
Inutile menzionare fra gli alberi d’alto fusto le querce secolari, i lecci, i frassini, i noci.
Tutto questo patrimonio botanico sarà ovviamente oggetto di studio e di catalogazione, con il susseguente apparato didattico di didascalie, sentieri, cartellonistica.

Il Parco Culturale

Sono già presenti dal 2010 più di 50 opere di Land Art che vanno a formare un vero e proprio Museo a cielo aperto e che sarà implementato ogni anno dalle opere che gli artisti doneranno al Parco nella nostra annuale rassegna di Arte en plain air.
Anche per queste opere, come per il Parco Botanico, sarà necessario un apparato didattico-esplicativo con didascalie esaustive sull’autore e sull’opera.
Per la Casa (che è una Residenza Creativa, cioè ospita gratuitamente gli artisti) è nostra intenzione verificare se può rientrare nella schiera della Dimore Storiche, essendo stata costruita nel 1919 in uno stile Liberty razionalista. Anche questa, può essere fruibile per la cittadinanza, su appuntamento, visto che è anche la nostra residenza. Ci sono molte opere d’arte contemporanea e c’è un piccolo patrimonio librario, più di duemila volumi, rilevanti le collezioni di Cinema, di Letteratura, di Enogastronomia, di Paesaggio.
Nel Parco culturale, oltre alle opere d’arte all’aperto e al chiuso, alla Casa, alla biblioteca, non si può non includere la Diga del Furlo.
Maestoso esempio di architettura industriale del 1920, una delle poche rimaste in Italia con un ventaglio in calcestruzzo completamente connaturato con il paesaggio circostante.
Ecco, il Paesaggio della Gola del Furlo. Vale da solo una visita, questa “orrida bellezza” che ha stupito da sempre i visitatori, gli scrittori, i poeti.
Sulla Gola del Furlo, con annesse gallerie stradali, quella Romana e quella Pre-Romana, altro lavoro ciclopico, sarebbe necessario un sforzo di documentazione, ricerca, catalogazione per costituire un Fondo Furlo, (scritti, documenti, foto, video, film) che a tutt’oggi manca e sarebbe invece preziosissimo.

Ecco i primi artisti che hanno deciso di lasciare una loro opera nel Parco Botanico Culturale:

Giuseppina Alaimo Francesca Manfredi
Paolo Assenza Dunja Nedeljkovic
Paola Babini Simonetta Panzironi
Angela Balducci Silvia Paoletti
Oskar Barrile Ute Pyka-Umberto Leone
Petra Bartels Michela Pozzi
Luigi Berardi Andrea Pavinato
Gabriele Bianconi Valerio Porru
Maria Cristina Biggio Gian Luca Proietti
Nedda Bonini Luce Raggi
Severino Braccialarghe Rossella Ricci
Loretta Cappanera Augusto Salati
Lamberto Caravita Gruppo Seblie
Mauro Corbani Antonio Sorace
Sandro Cristallini Emanuela Santoro
Anna Curti Germano Serafini
Roberto De Grandis Adolfo Tagliabue
Yvonne Ekman Thea Tini
Marisa Facchinetti Tina Torcellini
Giovanni Galiardi Enzo Torcoletti
Benedetta Jandolo Walter Zuccarini
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Abbraccio di Edda Bonini e Andrea Pavinato