Il Territorio

Sant’Anna del Furlo

Per chi non conosce questo luogo, solo una piccola introduzione. Siamo ai piedi del Monte Paganuccio, (comune di Fossombrone, provincia di Pesaro-Urbino-Marche) in piena macchia pre-appenninica, autoctona, con querce e lecci, aceri e ornielli.

Questo versante della Gola del Furlo non ha subito i “trapianti” della Forestale, cominciati già negli anni Trenta, con l’immissione di piante nordiche, conifere soprattutto, che invece ricoprono la dorsale del Monte Pietralata.

I due monti, Paganuccio e Pietralata, sorgono ai lati della grande V del canyon percorso dal fiume Candigliano e dalla strada consolare Flaminia. Sant’Anna del Furlo è un piccolissimo borgo medievale con tre case-torri colombaie del XVI secolo, una chiesetta del 1865 con un curioso campanile a cipolla.

Un tempo, Sant’Anna faceva parte del Castello di Bellaguardia e a tre chilometri, c’era e c’è ancora, il Barco, uno dei casini di caccia del Duca di Montefeltro.

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Le torri colombaie rurali sono state fondamentali: erano il ricovero per piccioni e colombi che fornivano cibo, piume (per cuscini e altro) e sterco per gli orti. L’ultima costruzione di Sant’Anna risale al 1919, quando fu costruita la casa per gli addetti alla Diga del Furlo (1920) e alla Centrale idroelettrica, ora dismessa.
E tutto intorno alla Casa degli Operai furono costruite 6 piccole torri colombaie a due piani: sotto i polli, sopra i “colombacc”, come dicono qui.

Dal 2010 la Casa degli Operai è diventata una Residenza Creativa per artisti che amano la Land Art, e propone ogni anno una Passeggiata di Arte e Natura..