Land Art al Furlo IX edizione: Antonio Carbone. Divinazioni dal nero

14
Ago
2018

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Antonio Carbone
Divinazioni dal nero

IX Edizione Land Art al Furlo: “NERO”
25 agosto 2018 ore 16.00
Parco delle Sculture – Galleria Elettra | Sant’Anna del Furlo – Fossombrone (PU)
Dal 25 agosto al 23 settembre 2018

Divinazioni dal nero

Scuro, corvino, moro, buio, tenebroso, cupo, tetro, sporco, sudicio, lurido, funesto, triste, infausto, clandestino, sommerso. Sono questi alcuni sinonimi dell’aggettivo NERO. Il lavoro che qui presento dal titolo “DIVINAZIONI dal NERO” invece è riconducibile all’idea del nero come mistero, divinazione, ricerca della luce. In un periodo segnato da grandi mutamenti imprevedibili, come quello che stiamo vivendo, a cui  la teoria del CAOS rivolge una particolare attenzione come fase di transizione epocale, di mescolanza di civiltà e varia umanità, ove le forme consolidate si scompongono dissolvendosi e si riaggregano sotto nuove sembianze e condizioni, in territori che mutano i loro caratteri originari. L’esistenza dell’uomo vive nel sottile spazio del vecchio e del nuovo, dell’ordine e disordine, alla spasmodica ricerca di nuovi equilibri e certezze. Qui le forme evolvono e trasmutano le une nelle altre. L’uomo, sentendosi impotente e debole di fronte a queste dinamiche, si rivolge alle differenti forme di pratiche divinatorie sciamaniche che le tante civiltà hanno elaborato, per trovare indizi e frammenti del nuovo mosaico che si va costruendo. Nelle culture antiche la pratica oracolare rappresentava il tentativo, dell’essere umano, di cercare una forma di interlocuzione con le Forze del divino, degli Spiriti ove ritrovare una indicazione per sopravvivere e superare la crisi. Queste pratiche si realizzano sempre attraverso modalità che con linguaggio moderno, definiremmo: una procedura casuale. L’opera si ispira alle forme della divinazione dell’Yijing, al “Il libro dei mutamenti“, dinastia Zhou 1122-256 a.C. che con le modalità del caso ci offre un accesso alla interpretazione del futuro ed alla comprensione delle cose terrene. Uno specchio del presente. Il CHING è un caleidoscopio di immagini risultanti dalla combinazione di enunciati oracolari; il suo linguaggio è più vicino a quello dei sogni che a quello di un pensiero filosofico. Le sue immagini non hanno una interpretazione univoca, esse ci riportano alla ricerca  dell’invisibile che l’arte rende visibile. In questo la divinazione rafforza la riflessione critica e l’introspezione di ciascuno di noi. Le linee yin e le linee yang compongono gli otto TRIGRAMMI realizzando figure formate da tre linee, basate sulla dicotomia aperto /intero, flessibile /solido, che a loro volta si compongono in un rigoroso ordine dei 64 esagrammi. Il tutto crea un sistema simbolico semplice e razionale di consultazione.I trigrammi rappresentanol a forza, lo spazio, la scossa, il precipizio, l’arresto, la radice, la radiosità, l’apertura. L’opera, dalle dimensioni di m. 5 x m.1.00, costituita da una guaina nera, in gomma mille righe e lo spessore di 3mm., è incisa  orizzontalmente e riporta, in verticale, la successione casuale degli otto trigrammi. La lettura dell’opera è libera, e ciascuno viene catturato dai trigrammi che più si avvicinano ai suoi stati d’animo del momento, ritrovando un personale significato tra aspetto artistico e proprio inconscio .Il nero della guaina esprime non solo il “non colore” della superficie ma soprattutto il contrasto tra la trasparenza dei segni ed il buio da cui essi emergono, il luogo del mistero. La guaina può essere collocata o su una parete, creando un contrasto con il colore del muro o appesa ad un ramo di un grande albero, cogliendo, in questo caso, anche una pluralità di immagini definite dai vuoti presenti nella guaina che vanno a circoscrivere frammenti di paesaggio, di realtà. 

 

Antonio Carbone, nato a Tricarico (Matera) si laurea a Perugia in Scienze Naturali. L’impegno artistico è una costante della sua attività culturale. Nella pittura spazia tra linguaggi differenti ed innovativi. La sua arte iniziale si ispira al realismo meridionalista di Levi, Treccani e Guerricchio ,che conosce personalmente. Poi evolve verso l’espressionismo astratto, l’arte concettuale, la poesia visiva. Nella chiave dell’astrattismo puro, unica coordinata reale per Antonio Carbone, è lo spazio:uno spazio mentale, inteso nella sua dimensione concettuale e teorica che supera la tridimensionalità oggettuale per costruire una spazialità ideale. (Roberta Pagani). L’attuale ricerca si concentra sul segno, la scrittura e gli alfabeti, in tutte le loro forme di espressione, in una trasmutazione di significati e significanti che portano, come nel caso “dei Libri d’artista, delle Tabulae, delle Trans-Scritture” a composizioni ad intenso funzionamento simbolico. Carbone è membro del Gruppo di artisti del DNA- Maratea  Contemporanea, ove nel 2015 ha presentato la mostra personale  MUTAZIONI”; è inoltre socio di STUDIO ARTE FUORI CENTRO, associazione di artisti con sede in  Roma. Ha esposto in personali e collettive in Italia ed in Europa:   Accademia di S.Renegunda di Salisburgo- Austria ;” IMAGO MUNDI PRESTIGIUM ITALIA “; Fondazione Sandretto Re Rebaudenco  Torino ; collettiva alla Gallery of Art, Temple University Rome del 2016/17/18,;     Pinacoteca di Gaeta,  “CODEX. La forma del messaggio  ; Museo archeologico di TOLFA,” ARCHEOLOGIA DELL’IO” ;finalista nel Premio COMBAT 2010 a Livorno;  Libreria Rinascita di Ascoli Piceno “ORO & NERO” ;  Rocca Paolina – Perugia  NARRA-AZIONI” ; Circolo Culturale La Scaletta – Matera, “ FORME E SCRITTURE MUTANTI” ; StudioArteFuoriCentro ,2017- Roma,”I SEGNI DEL TEMPO” ; Galleria Arianna Sartori – Mantova ,” FORMA,SEGNO,COLORE”;  ;Casa degli artisti a Sant’Anna del Furlo : LAND ART ”SAXUM” ; IV BIENNALE Del LIBRO D’ARTISTA ,Castel dell’Ovo, NAPOLI ; 44° PREMIO SULMONA (AQ) ; TERRA,TERRA MADRE presso DNA Maratea e Perugia ; “MAPS out :TRANSCRITTURE VISIVE”  , MUSEO NUOVA ERA- Bari  ;Pinacoteca di Gaeta, 2018 .” DIFFERENTI GRADI DI PERCEZIONE”; Biblioteca Vallicelliana 2018,Roma ” DIMENSIONE FRAGILE”.