Land Art al Furlo IX edizione. Lucia Di Miceli. Nero primordiale

14
Ago
2018

Lucia Di Miceli
Nero primordiale

IX Edizione Land Art al Furlo: “NERO”
25 agosto 2018 ore 16.00
Parco delle Sculture – Galleria Elettra | Sant’Anna del Furlo – Fossombrone (PU)
Dal 25 agosto al 23 settembre 2018

Nero primordiale

Aprire la finestra della casa degli artisti, la nostra casa, e vedere la gola del Furlo è una folgorazione e il tema del bando di quest’anno, “Nero”, non poteva non coinvolgermi ed entusiasmarmi. Ed è forse già dalla mia prima volta al Furlo che quello straordinario paesaggio, fissandosi nei miei occhi, innescò i pensieri che hanno portato, oggi, alla presentazione del progetto che propongo come “Nero Primordiale”. Nei miei studi sui colori, mi imbattei nella frase di un illustre filosofo, figlio della mia terra, la Sicilia, Empedocle, che già 2500 anni fa si era così espresso: 

… le cose di questo mondo sono caratterizzate oltre che dalla forma anche dal colore. E poiché
le cose sono costituite dai quattro elementi fondamentali, fuoco, aria, acqua, terra, ci deve essere una relazione tra gli elementi che formano le cose e i colori delle cose stesse. La relazione è la seguente: due dei quattro elementi fondamentali, il fuoco e l’acqua, sono colorati. Il colore del fuoco è il bianco, il colore dell’acqua è il nero … 

Tutto ciò lo ritrovo nella gola del Furlo, la spaccatura dei monti data dal fiume (l’acqua) che come un nastro scuro li fende, propone e sollecita al mio immaginario una grande “V” e da questa figura geometrica parte la mia idea/opera. Il progetto che propongo è la realizzazione di un monolite in alluminio che richiama i primordi e non solo: non è di pietra come le rocce del Furlo, ma è leggero e sottile; è aperto al centro per invitare ad attraversarlo e per scoprire l’oltre; è nero perché è il colore degli inizi, come diceva Jung; è di un nero lucido e bello e non terribile, come quello di Kubrick, che uccide tutti coloro che tentano di svelarne i segreti; è svettante per alzare gli occhi al cielo e dal buio della notte passare alla luce. Infine una breve annotazione sul materiale da me scelto, l’alluminio. Apparentemente estraneo al circostante, la sua intrinseca lucentezza richiama con ulteriore nesso l’elemento acqua. Ma è proprio la sua (vera o presunta) “alterità” che diventa spunto significante di inserimento e integrazione nel paesaggio naturale; arricchendo la luce di nuove rifrazioni, simboleggia la vacuità delle differenze esteriori, lo straniamento dalle consuetudini retrive e la bellezza invece della scoperta della diversità. 

@melasecca

Lucia Di Miceli, nata a Palermo, dopo alcuni anni si trasferisce a Roma dove frequenta il Liceo Artistico e la Facoltà di Architettura. Negli anni ‘80 lavora nel campo dell’architettura di interni. Nel 1990, a Roma, apre la Zenit, agenzia pubblicitaria, che opera fino al 2001. La pittura e la poesia sono campi che l’accompagnano costantemente nel suo percorso espressivo. Espone in mostre collettive in tutta Italia e le sue poesie sono pubblicate nella collana “Poeti contemporanei” presentata da Elio Pecora. A Termoli, nel 2009, con l’artista Nino Barone, fonda l’associazione culturale Officina Solare e l’omonima Galleria, attiva fino al dicembre 2014. In Molise le vengono commissionate alcune opere pubbliche: la statua in bronzo di “Celestino V” collocata nella piazza di Sant’Angelo Limosano (CB); la Pala “Madonna con Bambino” per la chiesa dell’Immacolata Concezione in Riccia (CB); la “regione Emilia Romagna” per il monumento all’Unità d’Italia “Valturnant – 20 artisti per l’Italia” sito nella piazza di Rocchetta al Volturno (IS). Il suo lavoro, nel tempo, passa dal figurativo all’astratto, esprimendosi attraverso linee, superfici e colori essenziali. I suoi lavori seguono, sempre più, schemi geometrici rigorosi che affondano le radici negli studi di De Stijl e Bauhaus. La sua più recente ricerca si articola attraverso la costruzione di volumi costituiti da superfici che, differentemente disposte, ricreano architetture immaginarie in cui l’uso di pochi colori puri alludono all’astrattismo concreto.