Land Art al Furlo IX edizione: Roberto Sportellini. A perenne memoria

14
Ago
2018

Roberto Sportellini
A perenne memoria

IX Edizione Land Art al Furlo: “NERO”
25 agosto 2018 ore 16.00
Parco delle Sculture – Galleria Elettra | Sant’Anna del Furlo – Fossombrone (PU)
Dal 25 agosto al 23 settembre 2018

 

A perenne memoria

L’installazione è costituita da un rottame di una parte di automobile rinvenuto in una strada di campagna nei pressi di Mantignana, frazione del Comune di Corciano (PG), probabilmente abbandonato in loco a seguito di un incidente d’auto o volutamente buttato, intrappolato in un reticolo di canne di bambù impregnate di catrame. Il ritrovamento “inaspettato” dell’oggetto lungo la strada in mezzo alla campagna umbra, crea sorpresa ed incredulità ma anche indignazione per come un ipotetico qualcun altro, abbia potuto “profanare” la sacralità della natura con un gesto di decadenza culturale e civile. L’atto inaspettato del ritrovamento dell’oggetto è inoltre rappresentato da una foto scattata direttamente nel luogo e nell’ora in cui questo è avvenuto ed è testimoniato da una seconda immagine catturata con la modalità tecnologica dello screenshot della mappa fornita da Google Maps effettuato direttamente con il telefono cellulare e comprensiva delle coordinate GPS del posto e dell’ora in cui è avvenuto. L’immagine stampata, che verrà affidata alla Casa degli Artisti, sancisce l’ufficialità del ritrovamento e diviene essa stessa un oggetto concettuale con valore di sacralità quasi escatologica, entrando così a far parte integrante dell’installazione. Il rottame, parte meccanica simbolo di un mondo invaso da prodotti che si usano, si consumano e quando si rompono vengono a volte abbandonati nelle campagne, vuoi per mancanza di scrupolo o vuoi per incuria da parte dell’uomo, è stato letteralmente “intrappolato” in una struttura a reticolo caotico (metafora della società contemporanea, della difficoltà sia umana sia istituzionale a dare un ordine di priorità ai valori della vita quotidiana e del groviglio mentale nel quale l’uomo contemporaneo troppo spesso rimane intrappolato) creata con delle canne di bambù intrise di vernice al catrame, quindi nere, sia nel rispetto del tema di questa nona edizione di Land Art, sia a simboleggiare l’azione dell’uomo che da ospite del Pianeta Terra, ne diventa predatore sfruttandone le risorse, in questo caso specifico il petrolio. Le canne di bambù, prodotto naturale simbolo di forza e di adattamento all’ambiente e di resistenza alle potenti forze della natura (vento, pioggia, sole, caldo estivo e freddo invernale), sono contaminate dal catrame che è il risultato dell’elaborazione chimica del petrolio, prodotto anch’esso naturale antico milioni di anni che solo l’uomo ha saputo trasformare in qualcosa di utile da un lato ma di altamente inquinante e pericoloso per l’ambiente dall’altro. Inoltre il catrame rende le canne di bambù (che già in natura hanno una enorme capacità di resistenza e durata nel tempo) ancora di più inattaccabili dagli agenti atmosferici, assolvendo ad uno scopo funzionale oltre che concettuale. Le canne di bambù sono legate tra di loro con del robusto spago, anch’esso intriso di catrame e quindi resistentissimo in ambiente esterno.

@napoletti

 

Roberto Sportellini nasce a Marsciano (PG) il 23 aprile del 1961. Attualmente vive a Perugia Lavora nello studio a Cupe di Capocavallo Corciano – Perugia. Ho sempre avuto, fin da bambino, la passione per il disegno ed una forte curiosità per tutto ciò che è materia. Mia madre mi diceva: “Ruba con l’occhio e trasforma ciò che vedi in qualcosa di nuovo” e probabilmente questo imprinting mi ha sempre accompagnato nel percorso artistico. (Roberto Sportellini).Ho sempre avuto una matita in mano, poi i pennelli. Ho iniziato a dipingere ad acquarello che ero molto giovane, credo all’età di 8 o 9 anni per tutta l’adolescenza fino alla maggiore età. Avevo18 anni, era il 1979, quando mi sono accostato all’arte povera ed ho iniziato a creare installazioni nel minuscolo studio in via del Grillo a Perugia. Per diversi anni ho proseguito la sperimentazione fino ad arrivare alla contaminazione di oggetti trovati con la pittura, che è durata diversi anni, fino al 1992, anno in cui ho iniziato a lavorare prevalentemente con la pittura informale e materica, con esperienze frammiste di espressionismo astratto. Gradualmente ho portato la pittura ed il disegno verso la forma figurativa, sentivo una sorta di richiamo a dover fare questo tipo di esperienza che è sfociata addirittura in una forma di realismo quasi fotografico con il quale ho convissuto per diversi anni, anche se le esperienze maturate con la materia sono state parallelamente sempre presenti nel mio lavoro. Da tre anni sono tornato alla mia vecchia primaria passione per le installazioni e gli assemblaggi, all’uso dei materiali ed anche della pittura con una attenzione particolare ai temi importanti della vita, in primis il rispetto per l’ambiente ed il valore dell’uomo come portatore sano di valori e principi di sviluppo culturale ed umano, spesso tramite interventi d’arte provocatori e di denuncia.