Una Riserva di Libertà – di Andreina De Tomassi e Antonio Sorace

28
lug
2016

Tuffo dalla Diga,2

Il ricordo più buffo di questi ultimi sette anni? Forse il giovane artista Valerio Porcu che si dannava sotto il sole d’agosto a scavare una buca enorme e con la terra di riporto ci allestì una “Balena di terra”. Poi bastò l’arrivo dell’autunno e dei cinghiali per vederla scomparire. Vita e morte della Land Art. E’ naturale certo, ma spesso troppo effimera.

Confortati anche dalla nostra curatrice Alice Devecchi e dal nostro vicepresidente Elvio Moretti, abbiamo pensato di dare un altro nome al luogo, non più Land Art al Furlo, ma, dalla VIII edizione: Riserva d’Arte Contemporanea Sant’Anna del Furlo. Veste grafica e logo firmati dal nostro Gabriele Bianconi. Tre professionisti che non finiremo mai di ringraziare per il tempo che ci regalano.

In fondo, già dal 2004, quando allestivamo le estemporanee en plein air sulla diga, avevamo pensato di offrire un luogo per gioiose visite proprio “riservato” agli amanti della Natura e dell’Arte. E poi ci sentiamo una piccola riserva dentro la grande Riserva della Gola del Furlo, inoltre, pensiamo di favorire i desideri dei giovani e offrire un luogo di sperimentazione, un “allevamento” di talenti, una riserva, appunto. E chissà in quanti altri modi potremmo declinare questa parola..lo vedremo.

Ma non è la sola novità che vi vogliamo raccontare. A parte il rapporto sempre più stretto con la Scuola di Restauro di Urbino, a parte le 4 tesi che ci hanno dedicato e i 3 libri che parlano di questa Comunità di Artisti, segnaliamo il nuovo rapporto con l’anconetana MAC, manifestazioni di arte contemporanea di Monica Caputo, e con il CUBE, il Centro dell’Università di Bologna di etnosemiotica. Siamo sicuri che fioriranno molte idee.

L’ultima iniziativa a cui teniamo moltissimo e a cui stiamo lavorando, è offrire una residenza estiva nella Casa degli Artisti ai Richiedenti Asilo Intellettuali. Ci sembra un atto dovuto. Chi ha creduto nella pace e nella fratellanza, non può sopportare quest’ondata di razzismo che si è alzata in Europa e nel mondo.

Il 2018 è vicino e i cinquant’anni dal Sessantotto li vogliamo festeggiare come liberi cittadini del mondo.

 prorru 2

Valerio Porcu