Articoli | 03/07/2021 13:07 | Ufficio Stampa

Da Villaggio operaio a Villaggio artistico, con le case a disposizione dei creativi e il Parco di sculture sempre aperto per le persone amanti degli stupori, questo è successo in dieci anni di attività della Casa degli Artisti. Unica associazione italiana che si avvale ol- tre che della guida del Curatore d’Arte anche dei consigli e dei progetti di un Curatore del Verde.

È il giovane Giacomo Mei, eco-forestale che tra una conferenza a Barcellona e una lezione ad Ancona, trova il tempo per censire le piante e apporre utilissimi “cartellini” esplicativi.

Del resto ha trovato terreno fertile: Andreina e Antonio sono “Agricoltori Custodi” curano più di trenta piante di

frutta antica, e per due figli del Sessantotto, cresciuti nel sogno collettivistico, non solo la casa deve essere un luogo aperto, accogliente, una comunità; ma così dev’essere anche il giardino, il frutteto, il bosco piccolo, tutto il Parco delle Sculture deve corrispondere a un’idea di semplice naturalità.

Un luogo “Eutopico”, come suggerisce il filosofo del paesaggio Massimo Venturi Ferriolo: uno spazio cioè bello e buono, dove si può godere del silenzio, innamorarsi delle cicale, osservare le opere d’arte o solo passeggiare con i propri pensieri.

Il Parco è all’interno della Riserva na- turale Gola del Furlo, che comprende 3.600 ettari di paradiso di biodiversità, regno dei rapaci notturni e diurni, con un patrimonio di flora e fauna ancora

in buona salute, mentre gli umani, si sa, hanno abbandonato la montagna e i piccoli paesi sono in via di spopolamento. Per approfondire il territorio, tutti gli anni, via via, sono stati chiamati storici dell’arte, botanici, archeologi, antropologi, ecologisti, ornitologi, ecc.. per sviluppare negli incontri, tavole rotonde, seminari, i temi legati al paesaggio.

Tre degli “amici della Casa” ci piace citare, per le “Conferenze in Giardino”: uno, è il professor Massimo Pandolfi, etologo ed ecologo, che sa narrare il ter- ritorio di ieri e di oggi, il secondo è un altro docente, Nino Finauri, con lui si fa notte facilmente discutendo di artisti, il terzo è il vicepresidente della Casa, il professor Elvio Moretti, docente urbinate, che firma questo Catalogo, e che ha tenuto decine di visite guidate per raccontare il tempo geologico e quello del contemporaneo.

Per chiudere, si deve dire che accoglie- re gli artisti (sono passati scultori, pittori, videomaker, performer, videoartisti, poeti, scrittori, musicisti, calligrafi, ceramisti, designer…) è utile per loro, così conoscono una bellezza struggente come il Furlo, ma è utile anche per il territorio avere delle persone speciali, cortesi, che vanno in giro a conoscere questi paesaggi ondulati, le memorie mezzadrili, le colline del Montefeltro e le rocche fortificate, un po’ magiche come quella di Sassocorvaro


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